Freetown, Ebola è anche qui

Post3_FotoFreetown, un milione di abitanti, la città si solleva dalle acque scure dell’Atlantico e si arrampica disordinata sui colli che la circondano e le fanno da cornice.
La conquista di terreno non ha ancora raggiunto la cima delle alture. E nemmeno la città ha iniziato la vertiginosa sfida alle altezze con l’architettura verticale che già caratterizza molte metropoli africane. A Freetown prevalgono ancora edifici bassi e un tessuto urbano frastagliato, in un dedalo di vie complicate e stili architettonici difformi.
All’occhio di uno straniero la vita della città sembra proseguire nel consueto, quotidiano, industrioso caos. Ebola è qui, da alcune settimane la Western Area che comprende Freetown è uno dei tre hot spot dell’epidemia. C’è la paura del virus e c’è il bisogno di andare avanti, la vita non si può fermare: i muratori innalzano nuovi edifici, un fila di mattoni dopo l’altra, le sartorie sfornano abiti nuovi, i commerci proseguono nelle strade del centro, brulicanti di piccole rivendite, di ambulanti e di un incessante viavai.
Per molti la scelta è tra continuare a lavorare o essere travolti dall’indigenza e così la costante congestione di Freetown sfida Ebola e la sua abilità di muoversi veloce tra la gente.

Matteo Bottecchia

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