PAROLE D’ORDINE: SENSIBILIZZARE E FORMARE

Ci stiamo focalizzando sulla messa a regime del nuovo centro di isolamento, Mariangela oggi l’ha organizzato e possiamo già cominciare ad accogliere nuovi pazienti. Abbiamo il nuovo staff al completo, ci rimane il corso di formazione che parte tra pochi giorni. Domani con Mariangela andremo a Zimmi per un altro corso di formazione e per il solito materiale da costruzione, gasolio, cibo da portare. Lì la situazione e’ tranquilla, l’ultimo caso positivo risale al 23 ottobre.
Da domani la task force inizia una supervisione di tutto il distretto, e come Cuamm daremo supporto con macchina, autista e gasolio. La sensibilizzazione e l’informazione, in questo momento, sono fondamentali per creare una rete di comunicazione tra stakeholders, popolazione e autorità distrettuali….

Clara Frasson

UNA BOMBA A OROLOGERIA

Mi scuso se non ho scritto fin’ora. La sera arrivo sempre all’ora di chiusura del generatore che sto ancora lavorando. Cosi scrivo adesso sperando che non arrivino i contractors e gli infermieri a chiedere qualcosa il che si traduce in continue interruzioni. Dalle 6 di stamattina sono stata chiamata per telefono già 6 volte (Zimmi, maternità, holding centre, nuove assunzioni ecc.)
Come sapete il nuovo centro di isolamento è finito, ho cominciato ad assumere il personale con regolare contratto e oggi cominceremo il trasferimento.
In questo momento la paura è che i malati arrivino da Bo e Freetown. Malen, è una bomba ad orologeria, ci sono circa 5000 lavoratori della Socfim che al fine settimana tornano a Bo o in altri distretti. Ho suggerito di chiudere l’entrata e l’uscita da e per Malen ma sembra difficile….
Nel frattempo c’è un focolaio anche a Kono, non succedeva da tempo, ed un altro a Bo: casi in ascesa. Insomma, c’è da stare contenti ad avere un Centro di isolamento nuovo, disponibile, vicino, e fatto a regola d’arte.

Clara Frasson

IL PRESIDENTE DELLA SIERRA LEONE A PUJEHUN

In mezzo a tante fatiche e preoccupazioni, anche qualche piccola, grande soddisfazione. L’altro giorno abbiamo ricevuto la visita del Presidente della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma che ha potuto vedere il nuovo Centro di Isolamento appena ultimato a 5 chilometri da Pujehun.

Era una visita annunciata da giorni e la conferma era venuta dopo i sopralluoghi della sicurezza il giorno precedente. La città era in fermento e qualche buca sulla strada era stata improvvisamente sistemata nella notte. Da parte nostra, abbiamo ultimato i lavori all’impianto idrico nella mattinata. Le senior nurses erano schierate in perfetta uniforme bianca, insieme alle giovani e ai giovani infermieri che sono stati selezionati per lavorare nel Centro. Il Presidente – arrivato in elicottero – si è dedicato per la maggior parte del tempo a incontrare le istituzioni locali e i partner presso gli uffici del District Council di Pujehun e ha effettuato un’unica visita sul campo proprio all’Holding Centre appena ultimato. All’arrivo presso il centro, il Responsabile sanitario del Distretto ha presentato il personale e anche noi del Cuamm, indicando in Clara ‘l’architetto della lotta all’Ebola nel distretto’.
Le sue parole hanno riempito di orgoglio il personale locale che ha davvero tanto bisogno di essere motivato in una battaglia che resta durissima.

Clara Frasson

EBOLA E LA MALEDIZIONE DELLE ALGHE SCURE

Post11FotoLa spiaggia di Aberdeen è una lunghissima fascia rettilinea di sabbia chiara che guarda dritta a occidente, verso l’oceano aperto. È il posto dove ci si reca a comprare il pesce fresco, venduto direttamente dai pescatori che ogni giorno escono in mare su piccole imbarcazione affusolate, sullo sfondo lontani  si stagliano i grossi pescherecci, loro invece gettano una lunga rete sotto costa da nord a sud e raccolgono quello che il mare offre.

Da circa cinque mesi però il mare sembra essersi fatto nemico. La spiaggia è sommersa da mucchi di alghe scure che infestano l’acqua, danneggiano le reti e rendendo scarso il pescato. Samuel, un giovane pescatore, mi racconta quanto sia difficile andare avanti in queste condizioni, già prima il lavoro bastava appena alla sussistenza giornaliera, ora non offre nemmeno quello.

Mi sorge spontaneo un parallelo, tra la maledizione di queste alghe venute dall’oceano e il virus maledetto uscito dalla foresta, comparsi più o meno nello stesso periodo. E penso a come può essere crudele la vita che colpisce, di nuovo, chi è già in ginocchio

Matteo Bottecchia

IL DOPO EBOLA È GIA ADESSO

Il nuovo Holding Centre a Kpanga è ormai quasi pronto. Anche a Zimmi le attività di costruzione continuano. Adesso stiamo finendo la casa per il personale, continueremo con cucina e lavanderia per il centro di salute.
Ogni giorno ci si incontra al District Council con il Distric Ebola Response Centre per decidere un piano di azione e direi che finalmente si riesce a coordinare i vari interventi e a dare risposte immediate alle varie situazioni di emergenza.
Finalmente si comincia a pensare al dopo ebola. Al meeting di stamattina si è discusso su come sensibilizzare autorità e popolazione sull’importanza per le donne di tornare a partorire nelle istituzioni sanitarie, di portare i bambini alle vaccinazioni, al controllo della crescita, alle cure. L’ossessione ebola si sta un po’ attenuando e in questo momento tutte le forze scese in campo per combattere l’ebola dovranno operare per guadagnare nuovamente la fiducia della popolazione. Tutti noi abbiamo avuto paura di svegliarci al mattino con la febbre ma spero che con il tempo questa non sia più la paura di finire in un centro di isolamento ma invece un motivo per farsi curare in una delle unità sanitarie del distretto.

Clara Frasson

L’ULULATO DI UNA SIRENA

Schermata 2014-11-04 alle 19.27.57Rientro verso casa, ho fatto solo pochi passi per andare a comprare della verdura ad uno dei molti banchetti lungo la strada, anche oggi il ragazzo davanti a casa non aveva pomodori, merce rara. L’ululato di una sirena squarcia all’improvviso l’aria densa di polvere e smog, un’ambulanza sfreccia verso la punta di Aberdeen attraverso il magma di auto e motociclette che si apre al suo passaggio. La vedo arrivare, e vedo i suoi occupanti.
Avvolti per intero nella tuta di plastica gialla, il viso occultato da una mascherina e da occhiali ingombranti, le mani protette da guanti in lattice. Sul retro il pesante carico, un malato d’ebola, portato in tutta fretta al centro di trattamento, con buona probabilità la sua ultima destinazione…

Matteo Bottecchia

PRONTI PER INIZIARE

Schermata 2014-11-04 alle 19.24.34Anche se stanchi stiamo bene e stiamo partendo con le nuove attività previste. Per il momento la situazione è tranquilla. Due nuovi sospetti (uno ricoverato nell’holding centre di Pujehun ed un altro paziente ricoverato a Jendema e inviato direttamente a Kenema), sono risultati negativi.
Siamo stati a Kpanga dove dovrà sorgere il nuovo centro di isolamento, misurato l’area, e da domani inizierà la ristrutturazione della casa che è stata affittata per un anno  e che sarà adibita all’alloggio dello staff. Con la mediazione delle autorità locali l’area verrà livellata con un caterpillar e fatto questo noi siamo pronti per iniziare.

La costruzione di questo nuovo centro di isolamento a 5 km dall’ospedale è davvero molto importante. Serve per mettere maggiormente in sicurezza l’ospedale e vincere la paura della gente, favorendo la ripresa dell’attività sanitaria ordinaria. Dobbiamo assolutamente dare segnali concreti di fiducia, perché le mamme possano tornare a partorire in ospedale e non morire a casa per paura.

Clara Frasson