EBOLA E LA MALEDIZIONE DELLE ALGHE SCURE

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Post11FotoLa spiaggia di Aberdeen è una lunghissima fascia rettilinea di sabbia chiara che guarda dritta a occidente, verso l’oceano aperto. È il posto dove ci si reca a comprare il pesce fresco, venduto direttamente dai pescatori che ogni giorno escono in mare su piccole imbarcazione affusolate, sullo sfondo lontani  si stagliano i grossi pescherecci, loro invece gettano una lunga rete sotto costa da nord a sud e raccolgono quello che il mare offre.

Da circa cinque mesi però il mare sembra essersi fatto nemico. La spiaggia è sommersa da mucchi di alghe scure che infestano l’acqua, danneggiano le reti e rendendo scarso il pescato. Samuel, un giovane pescatore, mi racconta quanto sia difficile andare avanti in queste condizioni, già prima il lavoro bastava appena alla sussistenza giornaliera, ora non offre nemmeno quello.

Mi sorge spontaneo un parallelo, tra la maledizione di queste alghe venute dall’oceano e il virus maledetto uscito dalla foresta, comparsi più o meno nello stesso periodo. E penso a come può essere crudele la vita che colpisce, di nuovo, chi è già in ginocchio

Matteo Bottecchia

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